Cos’è l’Arca?

ARCA (Onlus) sta per “Associazione Ricerca Comportamento Alimentare”, un nome piuttosto impegnativo. Chi frequenta l’associazione si riconosce di più nell’acronimo, ARCA, un luogo dove raccogliersi per affrontare un qualcosa carico d’ansia e di minaccia dal quale s’è sentito risucchiare come al passaggio di un ciclone. Quel qualcosa si chiama anoressia e bulimia. Arca accoglie chi soffre di questi disturbi alimentari, genitori, parenti e amici, chi è sensibile al problema e persone che seguono queste patologie come scelta professionale. Obiettivo comune: creare solidarietà e, unendosi, promuovere strumenti migliori per aiutare chi si trova in difficoltà.

L’ASSOCIAZIONE E’ APERTA

abbiamo ripreso l’attività dell’associazione con un cambiamento, purtroppo visto il momento possiamo effettuare incontri solo su appuntamento

ci siamo il martedì e il giovedì dalle 17.00 alle 19.00 tel. 0461 390051

DONA IL TUO 5 X 1000

Cari amici,

finalmente ARCA sta per riaprire. Non ci siamo dimenticati di voi e tra poco saremo di nuovo disponibili a riprendere la nostra attività. Visto il momento di difficoltà  abbiamo  deciso di  sospendere per  quest’anno il rinnovo della tessera dell’associazione,  ma se vorrete sostenerci lo potete fare donando ad ARCA il 5 x 1000 con la vostra dichiarazione dei redditi.
I volontari A.R.C.A.

Una poesia per starvi vicini

Era l’11 marzo del 2020: le strade erano vuote, i negozi chiusi, la gente non usciva più.
Ma la primavera non sapeva nulla.
Ed i fiori continuavano a sbocciare;
Ed il sole a splendere;
E tornavano le rondini;
E il cielo si colorava di rosa e di blu.
La mattina si impastava il pane e si infornavano i ciambelloni.
Diventava buio sempre più tardi e la mattina le luci entravano presto dalle finestre socchiuse.
Era l’11 marzo 2020 e i ragazzi studiavano connessi.
Fu l’anno in cui si poteva uscire solo per fare la spesa.
Dopo poco chiusero tutto.
Anche gli uffici.
L’esercito iniziava a presidiare le uscite e i confini perché non c’era più spazio per tutti negli ospedali e la gente si ammalava.
Ma la primavera non lo sapeva e le gemme continuavano ad uscire.
Era l’11 marzo del 2020, tutti furono messi in quarantena obbligatoria:
I nonni, le famiglie e anche i giovani.
Allora la paura diventò reale
e le giornate sembravano tutte uguali.
Ma la primavera non lo sapeva e le rose tornarono a fiorire.
Si riscoprì il piacere di mangiare tutti insieme;
di scrivere lasciando libera l’immaginazione;
di leggere volando con la fantasia.
Ci fu chi imparò una nuova lingua;
chi si mise a studiare e chi riprese l’ultimo esame che mancava alla tesi.
Chi capì di amare davvero.
Chi smise di scendere a patti con l’ignoranza;
Ci fu chi diventò dottore per aiutare chiunque un domani ne avesse avuto bisogno.
Fu l’anno in cui si capì l’importanza della salute e degli affetti veri.
L’anno in cui il mondo sembrò fermarsi
e l’economia andare a picco.
Ma la primavera non lo sapeva e i fiori lasciarono il posto ai frutti.
E poi arrivò il giorno della liberazione:
Eravamo alla tv e il primo ministro disse a reti unificate che l’emergenza era finita
e che il virus aveva perso!
Che gli italiani tutti insieme avevano vinto.
E allora uscimmo per strada
con le lacrime agli occhi,
senza mascherine e guanti
abbracciando il nostro vicino
come fosse nostro fratello.
E fu allora che arrivò l’estate;
Perché la primavera non lo sapeva
ed aveva continuato ad esserci
Nonostante tutto
Nonostante il virus
Nonostante la paura
Nonostante la morte.
Perché la primavera non lo sapeva.
Ed insegnò a tutti
La forza della vita.